mercoledì 3 febbraio 2010

Una giornata qualunque

Non mi fermo molto spesso a parlare di me, anche perchè credo con tutto il cuore che non gliene freghi un cazzo a nessuno ma stasera è una di quelle volte in cui mi va.
Oggi sono riuscita a portare mia madre da Mediaworld a comprare un regalo per mio fratello che tra giusto 20 giorni compie (cazzo mi fa impressione) 50 anni.
C'ho messo una settimana a convincerla di non comprargli una telecamera che tanto non avrebbe usato e, cosa più ridicola, a non spendere (tutti) quei soldi per un aggeggio che avrebbe fatto la fine di una bomboniera: ciapa-polvere.
Ma lei è convinta nella sua stupidità che più un apparecchio costa, più ha valore. Nella tecnologia non è propriamente così ma CHI GLIELO DICE?
Perchè a casa mia funziona così. "lui" non si tocca. A "lui" nessuno vuole bene. Tutte cose nella sua testa. Noi ormai ci abbiamo fatto il callo (io, mio padre, mia sorella) ma tanto non cambia niente. Allora, con tanto tatto e un po' di urli (un po'?) le ho fatto capire che dato che è un classico cinquantenne che passa le sue serate davanti al computer e si vanta di vedere film in anteprima (non è amico del Mulo ma di un altro software più figo... e vabbè... chissene) l'ho convinta a fare una bella scheda pre-pagata in modo che "lui" possa poi acquistare ciò che vuole quando vuole. Ohh. Mi sono tolta un peso. Ed è sempre così.
In più, quello stronzo di Edicolé non ha ancora il libro di "L'universo di Avatar" e da Mediaworld ho chiesto ad una lesta commessa: lei ha camminato per ben 4 corsie per cercarmelo... io mi sono stupita dell'attenzione anche perchè non trovandolo HA GUARDATO AL COMPUTER, HA CHIESTO AD UN COLLEGA, HA SPULCIATO TRA LE CASSE E POI E' TORNATA A DIRMI CHE NON LO AVEVA TROVATO. Gulp. Cos'è 'sta gentilezza? Con Luca mi sono detta che secondo me lavora lì dentro da pochi giorni... è un momento: passerà.
Ci passa a trovare la Ste che mi dice che sta rivalutando di tornare col suo uomo dopo che l'ha trattata di merda per quattro anni con storie che non stanno ne in cielo ne in terra... troppo lungo lo spiegone. Mi dice frasi come "non si buttano via quattro anni..."
Cosa? Si buttano via anche 40 anni se una storia fa schifo.
Le ho fatto una domanda. "Tu sei serena o lo eri quando stavi con lui?". Ci ha messo un po' a rispondere e mentre iniziava a farlo le ho detto che la risposta era il suo silenzio. Speriamo che abbia capito. Ah, che gente!
Mi telefona mio marito e mi dice che non trova la sciarpa e che se non la trova non esce con Bruno perchè non è che ne ha tanta voglia. E mentre rido di quest'uscita penso a come sono fortunata.
Domattina mi alzo alle 05.00 per prendere un treno alle 06.30 per andare a Milano a parlare all'università con mia nipote che ha quasi 19 anni. Io l'ho vista nascere. Dio, il tempo. Ma non puoi fermarti un po'?
Domani comprerò il libro in qualche libreria milanese. Vado a sbattermi la seconda stagione di Angel.

lunedì 18 gennaio 2010

Avatar 3D - Il giorno dopo

Eccomi dopo più di dodici ore dalla visione di questo film.
Premetto che in questo post ci saranno un puttanaio di spoiler perchè chi non ha visto la pellicola (?) per pura protesta contro la pubblicità insistente dovrà almeno rendersi conto di quello che si perde.
Nell'ormai lontano 1999 mi recai al cinema a vedere Matrix e, dopo la prima scena in cui Trinity salta e rimane a mezz'aria davanti all'agente di polizia mi resi conto che c'era qualcosa che non andava. Non era possibile che qualcuno fosse riuscito a fare una scena del genere senza usare "omini di gomma". No, era proprio Carrie-Ann Moss bloccata a mezz'aria. Ed ecco che i fratelli Wachowski mi sbattono in faccia così il Bullet Time, tecnica di ripresa in slow motion completamente stravolta e che da quel momento ha rivoluzionato l'industria cinematografica. Ecco, mi sono detta, non ci sarà nessun altro che potrà osare di più. Ora, escludendo la computer grafica che oramai è alla portata di tutti; escludendo la storia di Matrix che (effettivamente) è una delle più originali a livello fantascientifico degli ultimi anni; al di là del fatto che dopo la saga di Guerre Stellari, tutto quello che tocca lo Spazio è assolutamente già visto (da Star Trek di ultimissima generazione alle grandi visioni di Ridley Scott con il capolavoro assoluto Blade Runner), ecco, detto questo dimenticatevi di tutto ciò che avete visto fin'ora. Avatar è un'altra cosa.


Ho prenotato il film una settimana fa giusto per non perdermi questa rottura di cazzo e dato che tutti mi chiedevano (conoscendo la mia passione per il cinema) "sei andata a vederlo?" e ogni volta rispondevo con un "non ancora, vado domenica" scazzatissimo. Ok, non adoro la fantascienza e sinceramente, amo Alien solo perchè è un culto e non perchè è la mia branchia preferita del cinema. Non apprezzavo particolarmente Cameron che è passato dalle visioni spaziali e dal mito di Terminator allo strappa-mutante Titanic con Leo DiCaprio in versione teen. Ok, è facile sbaragliare i record di incasso (700 cinema per la distribuzione solo in Italia con ALMENO 5 visioni al giorno e non dimentichiamoci che il prezzo del biglietto in 3D è di 10 euro + 1 di prenotazione contro le 6.000 lire di Titanic)... comunque.
Entro al cinema e piazzo gli occhialini. Mi godo il trailer di Alice in wonderland e mi prometto di non perdermelo. Poi, inizia Avatar. I primi dieci secondi rischio la nausea, dato che oltre Up e L'era glaciale 3, non avevo ancora visto un 3D con esseri umani veri e i primi piani del protagonista mi hanno lasciata un po' interdetta. Comunque, la prima parte (circa 5 minuti) si svolge su questa piattaforma spaziale creata sul pianeta Pandora che, a quanto pare, ha il più grosso giacimento di un minerale super costoso che (naturalmente) gli americani vogliono a tutti i costi. Cosa succede di strano? La dottoressa Grace è responsabile del progetto Avatar e cioè il progetto che permette agli esseri umani di interagire con gli indigeni del pianeta per convincerli a lasciare la loro casa sotto la quale si trova questo giacimento. Come ci riesce? Combinando il DNA umano di due scienziati e lei stessa con il DNA degli indigeni e creando così degli ibridi, in modo da poter collegare poi la mente dell'uomo all'avatar alieno e interagire nel loro mondo respirando la loro aria e avendo la stessa fisicità.



Ecco che ti viene spiegato a grandi linee cosa significa "Avatar" finchè il protagonista (Jake Sully) non arriva a sostituire il fratello scienziato morto e abilitato ad avere un avatar. Lui, essendo il gemello, potrà utilizzare corpo del suo Na'Vi dato che ha la stessa traccia genetica del defunto. Jake però è un ex-marine e non uno scienziato e in più non ha più l'uso delle gambe.Arriva il momento del suo primo "link" (il collegamento tra lui e il suo ibrido) e viene messo in una capsula piena di ricettori che gli toccano tutto il corpo e, ovviamente, la testa. Infilato in una macchina (pare quella della risonanza magnetica) e spedito via computer nella mente dell'ibrido, alto circa due metri e mezzo. E qui, ti si apre un mondo. Nel momento in cui Jake si sveglia in quella stanza, sul lettino medico e, di fianco a lui, si sveglia anche un suo compagno scienziato, hai il cuore in gola. L'avatar si alza, contro il parere dei medici che gli consigliano di stare giù dato il cambio di identità così traumatico essendo la prima volta per lui. Ma Jake non ci sta, l'emozione è troppo grande. Muove le dita dei piedi e quelle funzionano. Si mette in piedi, non crede al fatto che può sentire il suo peso su due gambe. Gli scienziati lanciano l'allarme e provano a sedarlo ma lui dopo qualche secondo di perplessità si accorge di avere pure una coda e cercando di guardarsela, rovescia mezzo laboratorio con la stessa. E qui il tuo cuore comincia a dare i numeri.
Quell'individuo ha il volto e la fisionomia di Sam Worthington alias Jake Sully (come quello di fianco a lui ha le fattezze del dott. Spellman) e la cosa assurda è che NON SI MUOVE COME UN OMINO DI GOMMA: ESISTE DAVVERO, È LI, DAVANTI A TE E SI MUOVE COME UN ESSERE UMANO.
Non ci credi, rimani di sasso fino a che Sully scappa dal laboratorio più per la felicità che per la paura e comincia a correre fuori dove si vedono (ho i brividi solo a pensarci) altri due avatar (un uomo e una donna) con le piastrine militari al collo che si sfidano a pallacanestro come se fosse la cosa più normale del mondo. Sully corre come non faceva da molto tempo, galvanizzato da quel fisico così sinuoso e perfetto e quelle gambe lunghe e forti. E mentre corre tu sei con lui anzi, tu SEI lui.
Ecco la genialità di Cameron: gli avatar siamo noi spettatori.
Proseguendo nel racconto: Jake si ferma di scatto su un mucchio di terra e assapora il terreno tra le dita dei piedi mentre non poco lontano da lui, una splendida avatar/Sigourney Weaver/Dr. Grace gli parla sorridendo e lo avverte che la sua mobilità è già eccellente nonostante sia la sua prima uscita.
Queste poche scene mi hanno fatto un effetto assurdo. È tutto assurdo: come si muovono, come sorridono, come camminano. Vederli parlare e muoversi ti manda fuori di testa per come sono VERI e assolutamente NORMALI.



James Cameron è il vero e unico genio della nuova cinematografia. Spielberg ha definito il suo film un "capolavoro assoluto". Io, da ieri sera, lo considero un semi-Dio. Al di là del fatto che partorire un film come questo dopo 15 anni è da pazzi. Poi, il film è costato $ 500.000.000 (tra film, produzione e pubblicità) e io mi chiedo: ma come cazzo ha fatto a dormire la notte, il signor Cameron, dato che devi riuscire a rientrare di quei soldi a pochi mesi dall'uscita al cinema? Si sarà fatto fare una benedizione dai guru di ogni religione? Io non so cosa pensare se non che ha due palle grosse come la luna.
Ma continuiamo la storia. Non è che sia poi così originale (in alcuni punti è prevedibile ma è giusto per dire qualcosa di negativo, non per altro...) ma è davvero splendida. Il filone conduttivo è il rapporto dei Na'Vi con la natura del loro pianeta.



Jake viene attaccato da animali assurdi (non ho parole per descriverli) appena sbarca con la dottoressa e lo scienziato e per fuggire si allontana dal punto di incontro e viene abbandonato momentaneamente di notte nella foresta. Questo significa che il suo avatar è in giro da solo. Lo salva dalla morte una splendida indigena, tale Neytiri che poi lo rimprovera nella lingua umana di aver scatenato questa inutile moriade di bestie innocenti (la lingua umana è stata insegnata dalla dottoressa Grace agli indigeni in apposite scuole all'inizio della missione e prima delle ostilità). Jake la segue e lei gli chiede di non farlo. Mentre per l'ennesima volta la ragazza gli chiede di non seguirlo succede una cosa che lei interpreta come un segno e da quel momento decide di portarlo al suo villaggio. Fatto sta che (la faccio breve) Jake viene affidato a Neytiri per la sua educazione, dato che il segno che la sciamana (madre di Neytiri) interpreta le fa capire che il ragazzo deve far parte del popolo. La storia si svilupperà poi di conseguenza e gli sviluppi di alcuni dettagli del corpo dei Na'Vi mi hanno lasciato senza parole.



Vedere questi ominidi, mezzi umani e mezzi felini con il corpo flessuoso e magro, la pelle azzurro cyan con striature più scure a disegnare i segmenti delle tigri, il naso da giaguaro e gli occhi gialli da gatto con iridi tonde e sensibili ad ogni condizione di chiaro-scuro mi ha fatto innamorare senza possibilità di scelta. Il popolo dei Na'Vi è splendido. Le loro movenze, la loro disperazione o le risate, i loro atteggiamenti di caccia e le loro smorfie di rabbia o noia sono incredibili. Le fattezze fisiche di Jake sono le più belle (ovvio, è l'Edward Cullen di Pandora...)
e la sua umanità traspare dalla sua inadeguatezza a quel mondo. È paradossale vedere la donna interagire con tutto ciò che la circonda e poi vedere lui che è una specie di bambino incapace ma voglioso di sapere tutto e tu con lui. Neytiri lo tratta come uno scemotto (gli da anche questo soprannome in lingua Na'Vi) e dalle sue reazioni ci si accorge che la storia avrà quella piega lì... ovviamente.




Durante il suo addestramento si può ammirare Pandora e la sua natura in un modo che non dimenticherò mai. La vista di quelle piante, di quegli animali e di come è tutto amplificato e gigantesco (anche grazie al 3D) mi ha lasciato il magone in gola. Ho raggiunto vette di emozioni che non ho mai, ripeto, mai toccato davanti a nessun film o storia o cartone animato. Quel mondo ti entra negli occhi e nella mente. Durante tutto il film sei proiettato come Jake in quella landa meravigliosa e sorprendente e la tua natura di essere umano viene messa in discussione da tutta quella bellezza. La fine non ve la dico perchè è uno spettacolo per gli occhi e per il cuore e se non ne approfittate ora, ricordate che una volta tolto dal cinema non si potrà mai più vedere in quel modo. Starà al cinema almeno un mesetto e io mi sono ripromessa di vederlo e rivederlo fino alla nausea perchè, cosa che mi è successo solo alla fine del libro Il conte di Montecristo, alla fine del film ho vissuto il senso dell'abbandono ed è stato un trauma profondissimo che mi è passato solo dopo alcune ore. Durante la visione mi sono ritrovata con gli occhi pieni di lacrime per la bellezza di quello che stavo guardando. La mia mente ormai è abituata a qualunque tipo di stimolazione tra internet, il lavoro che faccio, i film che ho visto, i videogiochi e quant'altro... ma da ieri sera mi è entrato in questa testolina una cosa "che voi umani non potreste immaginarvi".



La visione di Cameron ha trovato terreno fertile nelle nuove tecnologie e nelle apparecchiature da fantascienza (quella vera però). Non ci sono omini di gomma, non ci sono errori, strani movimenti o cambi improvvisi di colorazioni di fondali inesistenti: è tutto vero. Questa è la sua magia. Lo consiglio, con tutto il cuore. Andate a vederlo dimenticandovi dei critici, delle pubblicità e di tutto quello che avete sentito (anche di questo post) perchè assisterete ad una cosa che non dimenticherete mai più. Lunga vita a James Cameron.
Voto per Avatar: 10 e lode (+ infinito...)

domenica 17 gennaio 2010

Avatar 3D


Inizio questo post a distanza di 3 ore dalla visione di Avatar 3D e sono contenta di poterlo fare a mente calda perchè altrimenti non riuscirei ad esprimere quello che mi passa per la mente ora. Lascio a me stessa la possibilità di metabolizzare anche con il subconscio di stanotte (che sarà impregnato del pianeta Pandora e delle sue magnificenze) e di rimandare il tutto a domani, comprese le impressioni e un po' di trama e di sfaccettature.
Ora, 17 gennaio 2010, l'unica cosa che posso dire è: CAZZO.
Con le maiuscole.
A domani, gente.